sabato 25 marzo 2017

Soffrire, guarire, vivere: Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness

“Conor batté le palpebre. Poi le batté un'altra volta. -Mi racconti delle storie?

Esatto.

-Be'...- Conor si guardò intorno, incredulo. -E che razza d'incubo sarebbe?

Le storie sono fra tutte le cose le più selvagge, tuonò il mostro. Le storie inseguono, predano e mordono.

 Conor ha tredici anni, pochi amici ed un potente incubo ricorrente. È solo un ragazzo, ma conosce la solitudine più nera, perché suo padre è lontano e sua madre sta morendo. Così, quando sette minuti dopo la mezzanotte di un giorno grigio come tutti gli altri, il tasso che proietta una lunga ombra sulla sua casa prende vita e bussa alla finestra, Conor non ha affatto paura.

Ha visto di peggio.
Eppure il mostro esercita su di lui il fascino delle terre selvagge e delle cose senza nome, e dunque il ragazzo  finisce per ascoltarlo: il tasso vuole raccontargli tre storie. E, a sua volta, sentirne una, che abbia il sapore dolceamaro della verità. Se Conor dovesse rifiutare di partecipare, lo divorerebbe.


Tuttavia i racconti del mostro non consistono in una morale scontata, né tentano di avvolgere Conor in una coperta di comprensione come fanno le parole dei suoi insegnanti, quando ricordano compassionevoli la sua situazione familiare. Sono contraddittori, vivi e fatti di passaggi segreti. Esistono per un motivo... Ma non lo conosciamo ancora.
E gran parte della forza di Sette minuti dopo la mezzanotte sta nella consapevolezza dell'autore, Patrick Ness, del fatto che le storie sono antiche come l'uomo, e quando si mettono a camminare in mezzo a noi possono sconvolgere tutto. O aiutarci ad abbracciare la vita. Non devono parlare di un mondo che è bianco o nero, ma della verità.
Si tratta sicuramente di un'eccezione nel panorama dei romanzi per ragazzi, specialmente fra quelli che si rivolgono ai più piccoli, che spesso offrono una visione distorta della realtà, quasi che raccontando fiabe in cui l'ordine regna sovrano, la natura contraddittoria degli esseri umani possa essere nascosta agli occhi dei più giovani, almeno per un po'.


Ma il libro di Ness è un'opera coraggiosa. Non ha paura di accettare che anche i ragazzi siano costretti ad entrare a contatto con la sofferenza, in un modo o nell'altro. Sceglie di regalare alla coscienza del dolore una veste primordiale, il mostro che sussurra il nostro nome durante la notte, senza banalizzarlo. Anzi, possiede tutte le sfumature più vere: rabbia, senso di colpa, contraddizione, fame di giustizia. Frammenti d'emozioni che ognuno deve sopportare; ed ecco che le illustrazioni del libro, ad opera di Jim Kay, sono immagini vivide e potenti, che proiettano luci ed ombre. Nessuna di loro ci mostra il volto di Conor: perché Sette minuti dopo la mezzanotte non parla solo di lui, ma di tutti noi.
Proseguendo con la lettura, ricordiamo cosa significhi sentirsi invisibili, mentre la macchina del mondo gira e noi restiamo immobili. In attesa di un segno, di un cambiamento, della fine. Però di fine non si può mai davvero parlare... Basta osservare il concepimento di quest'opera. La famosa autrice Siobhan Dowd, prematuramente scomparsa all'età di 47 anni, creò l'idea alla base del romanzo, prima di morire di cancro. Il suo editore ne parlò con Ness, a cui fu affidato l'arduo compito di dare un corpo ad uno spirito pulsante.
E, dunque, dopo aver terminato la lettura, ho guardato il libro e, con la mente fattasi terremoto, mi sono chiesta: “Non è forse immortalità, questa?”

Sette minuti dopo la mezzanotte
Patrick Ness e Siobhan
224 pagine
Mondadori
10,00 €
Libro per bambini e ragazzi

LINK DEL TRAILER DEL FILM TRATTO DA SETTE MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE: https://www.youtube.com/watch?v=R2Xbo-irtBA

E voi cosa pensate di questa storia? Avete visto il film che ne è stato tratto?
Vi aspetto nei commenti!

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